Il pane casereccio

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febbraio 27, 2018

Vi dico che il pane casereccio è, e resta il migliore, fatto con farina, acqua e lievito e cotto nel forno a legna. Che sia il migliore ce lo dice il profumo, il profumo del pane appena sfornato, che dovrebbe essere ospite d’onore nelle vie e nelle piazze delle nostre città e che invece oggi è sempre più raro poter incontrare.Queste fette di pane casereccio con un po’ di buon salame o prosciutto, con un filetto di pomodoro e un odore di basilico, con formaggio stagionato o con un filo d’olio extravergine e sale restano un’esperienza gastronomica unica, un’educazione alimentare di cui non si può fare a meno.

Tuttavia, come accade sempre per le grandi esperienze formative, questa eccellenza gastronomica ci invoglia ad andare ancora oltre, ci si da a creare qualcosa di ancora più grande. Possiamo pensare a un pane che di volta in volta si modifica per entrare come elemento di strutturazione in un piatto. Dunque, se il pane casereccio resta qualcosa di insuperabile come accompagnamento del companatico, noi possiamo pensare ad una diversa funzione del pane, a un pane che di volta in volta si modica per entrare come elemento di strutturazione in un piatto.

Un pane che vada oltre la sua caratteristica di base, ma che di volta in volta assuma diverse personalità per poter più efficacemente dar vita ad una indimenticabile esperienza gastronomica. Ecco allora che nascono i pani profumati che accompagnano spesso i piatti variando di volta in volta, a seconda del piatto che si propone, piccoli panini sfornati al momento, che portano in tavola il loro profumo, e di volta in volta si arricchiscono dell’elemento che il cuoco ritiene opportuno.

Interessante anche la realizzazione di pani dolci per accompagnare per l’appunto i dolci, un classico esempio è il pane pasquale che si utilizza in molteplici città Italiane, con lo stesso principio si può realizzare un pane alla frutta o al cioccolato.

Dal semplice accento di pomodoro alla gialla fragranza del granoturco, dal prezioso aroma del tartufo al discreto sapore di gambero senza escludere, naturalmente, il semplice pane di grano perché la semplicità, dopo un percorso complesso, assume un altro sapore.

Fonte: Ristorazione Italiana Magazine